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	<title>Della Serra, Manlio Archivi - BESA MUCI Editore</title>
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		<title>Appunti sul contro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 11:00:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle solenni parole di Tacito (<em>Annalia</em>, XV, 63), i lenti fiotti di sangue che bagnano la morte di Seneca raccontano il calore della vita che si disperde e gli attimi preziosi di una veglia ancora non interrotta. Una testimonianza dell’unica rivincita possibile, quando il contro sembra congedarsi nei pochi istanti vergini tra vita e morte. Si vive nel <em>contro</em>, si muore nel <em>contro</em>. Il vivere e il morire conservano una parentela che si esteriorizza nella menomazione, che riaffiora nel disprezzo di ogni risposta provvisoria. Il moto del contro è la ferita, lo svantaggio permanente, l’assenza di rimedio, l’ustione inguaribile che nessuna promessa divina può cancellare. Il <em>contro</em> urta il sentimento e affoga ogni sensazione. Per descrivere questo penoso ritardo non si procede con andamento sistematico, né si confida nella maturità compiuta e definitiva della poesia. Al <em>contro</em> si può rispondere senza illusione, nella collera di una battaglia non voluta e di una sconfitta già assegnata, nel torpore del massacro congenito che si adibisce per salutare l’immensa insoddisfazione e conoscere la caduta. I tre movimenti di <em>Appunti sul contro </em>sono risposte insoddisfacenti, ma così plausibili da dimostrare come si possa eludere il contro con la finta esecuzione di una contrarietà che potrà solo imitare e mai andare a segno.</p>
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