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	<title>Durham, Mary Edith Archivi - BESA MUCI Editore</title>
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	<description>Scritture dal mondo</description>
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		<title>Nella terra del passato vivente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 18:39:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Scutari, 8 maggio 1908. Ai primi chiarori dell’alba, Edith Durham e la sua guida escono furtivamente dalla città per entrare nel cuore dell’Alta Albania, in territori comunemente considerati pericolosi e quasi mai esplorati da viaggiatori stranieri. Se un secolo prima Lord Byron aveva celebrato l’Albania del sud, dedicandole versi magnifici nel <i>Pellegrinaggio del</i> <i>Childe Harold</i>, le regioni del nord rimanevano avvolte nel mistero: erano le terre “dell’innominabile turco”, la frontiera fra islam e cristianità.</p>
<p>Munita di album da disegno, macchina fotografica e fonografo a rulli con cui registrò le prime incisioni di canti popolari balcanici, l’intrepida londinese si avventurò tra comunità sperdute e minuscoli villaggi i cui nomi non erano neanche segnati sulle carte geografiche. Quel viaggio nell’ignoto la portò a conoscere usanze e tradizioni le cui origini si perdevano nelle nebbie del mito, un piccolo universo a ridosso delle coste dell’Adriatico orientale rimasto prodigiosamente ai margini del tempo e della storia.</p>
<p>Ora che l’Albania si è lasciata alle spalle il lunghissimo isolamento cui l’avevano confinata la dominazione ottomana prima e la dittatura comunista poi,  questo libro offre ai lettori italiani una guida alla scoperta di uno dei più antichi e finora meno noti patrimoni culturali europei.</p>
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