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	<title>Hajdari, Gëzim Archivi - BESA MUCI Editore</title>
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	<description>Scritture dal mondo</description>
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	<title>Hajdari, Gëzim Archivi - BESA MUCI Editore</title>
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		<title>Pane e olive</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/pane-e-olive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 10:48:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Tutto è frontiera / ombra di Dio / frutto notturno»: antica per spirito e lignaggio, nuova per sensibilità e apertura, la poesia di Gëzim Hajdari continua il suo viaggio con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">«Tutto è frontiera / ombra di Dio / frutto notturno»: antica per spirito e lignaggio, nuova per sensibilità e apertura, la poesia di Gëzim Hajdari continua il suo viaggio con un altro libro di frontiera, che procede di soglia in soglia tra luoghi e tempi. Con «pane e olive nella bisaccia», emblema mediterraneo di una cultura fondata sul rapporto con la terra, sulla pietà per il vivente, sulla semplicità e dignità del vivere, Hajdari si avventura nei meandri di natura e storia, così come nelle pieghe del quotidiano, alla ricerca di ciò che ci fa umani, nella salvezza e nel disastro. Andalusia e Devon sono i paesaggi tra i quali Pane e olive si snoda, carichi di echi, memorie, conflitti e incanti, quasi che ogni luogo fosse un libro di libri dove il poeta può leggere se stesso, noi, e il mondo. Per poi restituirci, più folli o più saggi, al nostro destino: ad esempio commuovendoci in morte della madre lontana in Albania («Te ne sei andata senza dire nulla, / leggera come una foglia in autunno»), o riconoscendoci alla frontiera, con il compito di portare in salvo qualcosa dalla rovina della nostra inciviltà («A noi, esuli al confino, / non resta che conservare la memoria, / vivere la follia)». Tesi e vibranti, «scritti con il coltello / sulla pelle», i versi di Hajdari ci attendono, per offrirci la loro ombra e il loro frutto.</p>
<p><em><strong>Andrea Gazzoni</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I canti del kurbèt</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/i-canti-del-kurbet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosarianna Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 19:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I canti del kurbèt sono i canti popolari albanesi della migrazione durante l’occupazione ottomana, durata dal 1468 al 1912, anno dell’Indipendenza dell’Albania dalla Turchia. Insieme ai Canti dei nizam (i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">I canti del </span><i><span style="font-weight: 400;">kurbèt</span></i><span style="font-weight: 400;"> sono i canti popolari albanesi della migrazione durante l’occupazione ottomana, durata dal 1468 al 1912, anno dell’Indipendenza dell’Albania dalla Turchia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insieme ai </span><i><span style="font-weight: 400;">Canti dei nizam</span></i><span style="font-weight: 400;"> (i canti dei soldati albanesi che combattevano per l’Impero dei Sultani di Istanbul), questo volume rappresenta un’opera monumentale della memoria collettiva del Paese delle Aquile, nonché parte integrante della memoria storica della cultura e dell’identità europea.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questi canti, che venivano eseguiti durante feste e cerimonie sia al Nord che al Sud del Paese, appartengono a un periodo buio della storia albanese, fatto di drammi sociali, tragedie umane e resistenza per la sopravvivenza della nazione.</span></p>
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		<title>Corpo presente &#8211; Trup i pranishëm poesie &#8211; edizione bilingue</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/corpo-presente-trup-i-pranishem-poesie-edizione-bilingue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 13:36:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Corpo presente è il primo libro translingue nel percorso poetico di Gëzim Hajdari e fu pubblicato per la prima volta nel 1999 a Tirana. Rileggerlo in questa nuova edizione consente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Corpo presente è il primo libro translingue nel percorso poetico di Gëzim Hajdari e fu pubblicato per la<br />
prima volta nel 1999 a Tirana. Rileggerlo in questa nuova edizione consente di comprendere meglio il<br />
percorso annunciato allora e portato avanti fino a oggi dal poeta. Un poeta, Hajdari, finalmente del<br />
nostro tempo, che opera nel presente, in Europa e viaggiando nel mondo.</p>
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		<title>Poesie scelte  Poezi të zgjedhura (1990-2020) Edizione bilingue</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/poesie-scelte-poezi-te-zgjedhura-1990-2020-edizione-bilingue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 17:11:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Trent’anni è l’arco di tempo coperto dalle Poesie scelte 1990-2020. L’intervallo di date significativamente parte dall’anno in cui ha inizio il crollo del regime dittatoriale albanese, momento cruciale a partire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400">Trent’anni è l’arco di tempo coperto dalle </span><i><span style="font-weight: 400">Poesie scelte 1990-2020</span></i><span style="font-weight: 400">. L’intervallo di date significativamente parte dall’anno in cui ha inizio il crollo del regime dittatoriale albanese, momento cruciale a partire dal quale Hajdari getta lo sguardo in duplice direzione: all’indietro, verso il fondo storico, mitico e antropologico della sua terra d’origine, nel quale si ritrovano valori da recuperare con orgoglio per il presente e l’avvenire; in avanti, verso un futuro cupo che pare travolgere la speranza in mancanza di una rottura vera con le complicità e i sotterfugi del potere. […] Al vaglio di tre decenni di scritture migranti in Italia, Hajdari risulta l’unico autore che nel tempo abbia composto, frammento su frammento, una vera e propria </span><i><span style="font-weight: 400">opera</span></i><span style="font-weight: 400">, un corpus che si arricchisce di rispondenze interne/esterne e cambia equilibrio a ogni nuova aggiunta. […] Cantore mediterraneo, poeta albanese e italiano, Hajdari ci raccomanda all’uomo straniero che cresce dentro di noi. E nel farsi consapevole di questa crescita è la sua nobiltà, e la nostra.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>dalla Postfazione di Andrea Gazzoni</b></p>
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		<title>Stigmate / Vragë</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/stigmate-vrage/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2020 10:08:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stigmate / Vragë è una raccolta poetica che mette in evidenza tutte quelle componenti che sono valse a collocare di diritto la produzione di Gëzim Hajdari nel solco della cosiddetta “poesia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Stigmate / Vrag</i><i>ë</i> è una raccolta poetica che mette in evidenza tutte quelle componenti che sono valse a collocare di diritto la produzione di Gëzim Hajdari nel solco della cosiddetta “poesia dell’esilio”, un filone che ha dato origine – soprattutto in epoca moderna – a straordinarie figure e metafore della condizione umana.<br />
A dare forza a questi versi c’è lo sradicamento da ogni tradizione, una rabbia politica che non conosce compromessi e il ricordo di una patria che si vorrebbe ma non si può dimenticare.</p>
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		<title>Poesie scelte</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/poesie-scelte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[besamanager]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 17:11:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Gëzim Hajdari con la sua opera sta universalizzando l&#8217;essere stesso del migrante. La precarietà, la solitudine, l&#8217;emarginazione come situazione della migrazione individuale è il canto che si sprigiona dalla poesia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Gëzim Hajdari con la sua opera sta universalizzando l&#8217;essere stesso del migrante. La precarietà, la solitudine, l&#8217;emarginazione come situazione della migrazione individuale è il canto che si sprigiona dalla poesia del poeta di origine albanese. Dante aveva universalizzato la pur reale condizione della lontananza dalla sua patria, trasfigurandola come lontananza del singolo dalla gloria e dalla salvezza eterna, dal Paradiso; Hajdari ha universalizzato, invece, la necessità dell&#8217;abbandono e della lontananza da qualcosa di prettamente terreno. In Dante l&#8217;esilio, l&#8217;attaccamento alla patria terrestre, viene scavalcato dalla vita eterna; in Hajdari, l&#8217;esilio conduce al superamento di ogni legame con un territorio terrestre lasciando l&#8217;uomo senza altro territorio se non il proprio corpo. È la condizione dell&#8217;orfano perenne che deve contare sulle proprie forze per sopravvivere, senza alcuna adozione.<br />
Il paragone con Dante potrebbe sembrare eclatante, ma a quanto mi è dato di conoscere, difficilmente nella storia italiana o addirittura nella letteratura mondiale, è rintracciabile un poeta capace di universalizzare la situazione dell&#8217;esilio e dello spaesamento così come avviene in Hajdari&#8221;.<br />
Raffaele Taddeo</p>
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		<title>Poesie scelte 1990-2015</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/poesie-scelte-1990-2015/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[besamanager]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 16:20:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Gëzim Hajdari, con la sua opera sta universalizzando l’essere stesso del migrante. La precarietà, la solitudine, l&#8217;emarginazione come situazione della migrazione individuale è il canto che si sprigiona dalla poesia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Gëzim Hajdari, con la sua opera sta universalizzando l’essere stesso del migrante. La precarietà, la solitudine, l&#8217;emarginazione come situazione della migrazione individuale è il canto che si sprigiona dalla poesia del poeta di origine albanese. Dante aveva universalizzato la pur reale condizione della lontananza dalla sua patria, trasfigurandola come lontananza del singolo dalla gloria e dalla salvezza eterna, dal Paradiso; Gëzim Hajdari ha universalizzato, invece, la necessità dell’abbandono e della lontananza da qualcosa di prettamente terreno. In Dante l’esilio, l’attaccamento alla patria terrestre, viene scavalcato dalla vita eterna; in Hajdari, l’esilio conduce al superamento di ogni legame con un territorio terrestre lasciando l’uomo senza altro territorio se non il proprio corpo. Ė la condizione dell’orfano perenne che deve contare sulle proprie forze per sopravvivere, senza alcuna adozione. Il paragone con Dante potrebbe sembrare eclatante, ma a quanto mi è dato di conoscere, difficilmente nella storia italiana o addirittura nella letteratura mondiale, è rintracciabile un poeta capace di universalizzare la situazione dell’esilio e dello spaesamento così come avviene in Hajdari.”</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaele Taddeo</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Evviva il canto del gallo nel villaggio comunista</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/evviva-il-canto-del-gallo-nel-villaggio-comunista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 10:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questi slogan agghiaccianti, proposti per la prima volta al lettore occidentale, appartengono al regime stalinista di Enver Hoxha, una delle dittature comuniste più spietate del XX secolo. Accanto alle persecuzioni, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questi slogan agghiaccianti, proposti per la prima volta al lettore occidentale, appartengono al regime stalinista di Enver Hoxha, una delle dittature comuniste più spietate del XX secolo. Accanto alle persecuzioni, alle condanne, alle prigionie, alle torture, ai lager, alle fucilazioni, alle impiccagioni, ai lavori forzati, gli slogan enveristi hanno esercitato, per mezzo secolo, un terrore psicologico impressionante sulla mente dei cittadini albanesi, un vero e proprio lavaggio del cervello, tale da condurre alla pazzia uomini e donne, giovani e anziani.<br />
Gli slogan enveristi inneggiavano al Partito, alla dittatura del proletariato e al dittatore Enver Hoxha, al fine di inculcare nelle masse la coscienza rivoluzionaria e il fervore ideologico, come nella Cina maoista. Ma lo scopo principale di questa allucinazione collettiva era quello di poter diffondere le massime e le direttive del tiranno e quello di tenere viva la famigerata lotta di classe, che causò decine di migliaia di morti nel &#8220;Paese delle aquile&#8221;, sia tra i civili che tra i detenuti nelle prigioni o nei campi di internamento sparsi in tutta l&#8217;Albania.</p>
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