Descrizione
Ambientato in una città albanese sul lago di Ocrida, il romanzo inizia con l’uccisione casuale di un
“ubriacone apolitico” sullo sfondo della fine del dominio ottomano.
È nell’Albania comunista, però, che, dopo una notte d’amore, uno studente va a nuotare nel lago.
Lascia un biglietto alla sua ragazza promettendole che tornerà presto. Non sa che durante la notte
qualcuno è riuscito a passare a nuoto il confine con la Jugoslavia e la polizia sta arrestando chiunque si
trovi in acqua. Finirà in prigione con l’accusa di alto tradimento e tentato espatrio. La cella buia,
popolata apparentemente da spettri, evoca uno spazio indefinito fuori dal tempo, iperbole rovesciata
dell’Albania e della sua storia.
L’anonimo protagonista vi sperimenta una sfasatura temporale e simbolica, che gli rivela la reale
condizione del suo paese. È in quest’apocalisse (rivelazione) sospesa, che la parola si rifà Verbo e
graffito, strumento di una possibile reinvenzione di sé e del mondo. Simbolo enigmatico e spettrale
della rivelazione è il cigno del titolo, fragile ma irriducibile sfida alla mostruosità della Storia e alla
degradazione dell’umano.
Ardian Kycyku (pseudonimi letterari: Ardian-Christian Kyçyku / Kuciuk, scrittore d’espressione albanese e romeno), nato il 23 agosto 1969, a Pogradec, Albania. Autore di oltre 50 opere originali (romanzi, prosa breve, teatro, scenari, studi scientifici, saggi, films di lungo e corto metraggio, antologie, traduzioni). Dottore in letteratura comparata ed universale, dottorando in teologia, professore universitario. Tra il 2008 e il 2020 è stato decano e rettore. Sin dal 1998 è co-fondatore e co-direttore della Rivista Europea Haemus.

