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¡Tarantelas! Riti, musiche e danze fra Sud Italia e Spagna

18.00

Product ID: 8567Collana: 128Codice ISBN: 978-88-3629-525-8
Categoria: saggistica
Numero di pagine: 184
Data di pubblicazione: luglio 2026

Descrizione

Il libro indaga le multiformi relazioni culturali che, intorno al tema dei poteri “magici” della musica nel curare gli effetti del morso della “tarantola”, si stabilirono, a partire dal XVII secolo, fra l’Italia meridionale e la Spagna.
Vincenzo Santoro propone una ricostruzione storica della imponente presenza del tarantismo in terra iberica, dalle “epidemie coreutiche” della fine del ‘700 fino agli ultimi anni del secolo scorso, nel quadro più ampio della diffusione mediterranea dell’antico rito.
Daniela Rota ripercorre a grandi linee la storia della tarantela, documentata da una trentina di esemplari superstiti, prodotti in terra di Spagna a partire dalla metà del ‘600, spesso ricalcati su qualche prototipo italiano (in primis sulla clausula in tono hypodorio trascritta da Padre Kircher nel suo Magnes) e variamente destinati a fini d’arte, di cura o d’intrattenimento. Di dette tarantelas, conservate presso le maggiori biblioteche spagnole, originariamente rivolte all’antica chitarra spagnola e redatte in sistemi semiografici speciali poi caduti in disuso, Lucrezia Bonasia ha realizzato la trascrizione in notazione moderna e ne ha registrato l’esecuzione su chitarra, ascoltabile tramite QR code.

Vincenzo Santoro, responsabile del dipartimento Cultura, Turismo e Agricoltura dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, è impegnato da molti anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi sulle musiche e culture popolari del Mezzogiorno (fra cui la recente mostra Il Salento di Annabella Rossi. La ricerca visiva sul tarantismo e oltre, allestita presso la Biblioteca Bernardini di Lecce e in altri Comuni del Salento). Su questi temi ha all’attivo diverse pubblicazioni: la più recente Il tarantismo mediterraneo. Una cartografia culturale, 2021.

Daniela Rota, musicologa, titolare per quarant’anni della cattedra di Storia ed Estetica della Musica presso il Conservatorio “Giovanni Paisiello” di Taranto, si occupa da più di trent’anni della trattatistica musicologica gesuita d’età barocca. Ha pubblicato la traduzione dal latino e l’edizione critica degli scritti sul tarantismo dei padri Athanasius Kircher e Caspar Schott in riviste, atti di convegni, pubblicazioni miscellanee, nonché nel volume I Gesuiti e le tarantole (2012), relazionando sull’argomento in convegni nazionali e internazionali.

Lucrezia Bonasia, chitarrista classica, diplomata con lode presso il Conservatorio “Luigi Boccherini” di Lucca e successivamente perfezionatasi presso l’Università di Alicante (Spagna), vincitrice di concorsi internazionali, direttrice artistica del Valle d’Itria Guitar Festival, alla carriera concertistica e didattica affianca un’intensa attività di ricercatrice, compositrice e sound designer per media visivi. Ha pubblicato per l’etichetta DotGuitar il disco To Andrés Segovia, the sound of dedication (2023).

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