Descrizione
Ha la scorza dura il vecchio Pipin Bonaveglia detto “il barba”, ha fatto la grande guerra, ha cercato di tirare a campare arrangiandosi come fanno i poveri cristi, ha sposato Esterina, messo al mondo Nico il Cit, poi è emigrato in Venezuela per unirsi al fratello Necu e lavorare per un fazendero. A Caracas lo aspetta un tragico destino: Necu viene ucciso a colpi di machete dal suocero contrario al matrimonio della bella figlia Mercedes con l’italiano, e Pipin finisce a Cartagena nel carcere Palomo dal quale fugge con l’aiuto del suo datore di lavoro in cambio della buonuscita.
Tornato in Italia, a Salbeltrand nella Val di Susa, Pipin non si dà per vinto e tra alterne vicende dolorose – la perdita della moglie, molti affari andati male e continue sopraffazioni dai malviventi del luogo – riesce a vivere del povero patrimonio di una fattoria “spersa tra le montagne”.
Giorgio Bona, nato nel 1956, vive a Frascaro, un piccolo paese sulle colline del Monferrato, tra Alessandria e Acqui Terme. Ha tradotto dall’inglese autori come Lee, Muir e Hamburger e dal russo (insieme a Monica Palmieri) la raccolta Fiabe dai Carpazi a Vladivostok (Controluce, 2017). Per Besa ha pubblicato i romanzi Chiedi alle nuvole chi sono (2008) e Il bosco dei baci spenti (2011).

