Descrizione
Frammenti di una storia, come vasi rotti da riparare.
Nel cuore di una Bulgaria rurale e spietata, la piccola Anna impara a sopravvivere nell’invisibilità. Nascosta tra le lettere del suo sillabario – dove la “C” diventa un cavallo e la “E” un prato su cui riposare – sfugge alla violenza del padre e all’abbandono di una madre in fuga. Quando Darina entra nella sua vita, Anna trova in lei una protezione feroce eppure ambigua. Perché quella donna imponente dagli occhi verdi e inquietanti le ricorda il furgone che ha portato via sua madre, verso una morte metaforica o forse reale. Tra alleanze segrete con il figlio dei vicini nemici e la fame che le rode l’anima, Anna deve imparare da sola l’alfabeto della propria esistenza. Zdravka Evtimova intreccia infanzia e crudeltà in un romanzo potente sulla resilienza, dove la bellezza nasce dalle crepe e la salvezza ha sempre un prezzo alto da pagare.
Traduzione dal bulgaro di Federico Dell’Agata, supervisione di Giuseppe Dell’Agata
ZDRAVKA EVTIMOVA è considerata una delle più importanti esponenti della narrativa bulgara contemporanea, tradotta e pubblicata in oltre venti paesi. Scrittrice pluripremiata e traduttrice dall’inglese, francese e tedesco, Evtimova è apprezzata per la sua capacità di raccontare con delicatezza e forza le contraddizioni della società e la resilienza dell’animo umano. Besa Muci ha già pubblicato i romanzi Sinfonia (2016, finalista al Premio Sinbad e tradotto in Cina, Stati Uniti, Svizzera, Iran, Bosnia, Macedonia e Serbia), Lo stesso fiume (2017), eletto romanzo dell’anno in Bulgaria, la raccolta di racconti La donna che mangiava poesie (2019) e La città della gioia e della pace (2021).

