Descrizione
Il tessuto, l’abito, sono la lingua che racconta la storia, e la lingua si denuda o decora e così chiarisce cosa significhi tramandare un mondo di rituali, simboli, oblii, prelievi dai tempi dei tempi, quelli bui dell’età dell’oro. Pur riuscendo con abilità di conoscenza e riconoscenza a tenere la compattezza stratificata, sedimentata, di un poema drammaturgico chiaro, Calivà lama e lima linguaggio imprescindibile sia dalla poesia sia dalla storia d’arte umana.
“Con le mani, con le opere. Questo verso è estratto da una serie di ‘pose’ (posture, movimenti, icone viventi, sguardi sulla soglia), pose nel senso anche di qualcosa che si posa sulla terra, che abbaglia la scena storica, antropologica e poetica che è l’Oro Arbëresh di Mario Calivà, genesi lirica e drammaturgica delle storie delle comunità arbëreshe italiane. Questo verso è il volano, la materia sottile del ritmo umano che resta mito del suono materiale e dell’acustica immateriale, oltre l’orlo degli abissi della storia”.
dalla Prefazione di Lidia Riviello
MARIO CALIVÀ, drammaturgo, poeta, scrittore e giornalista pubblicista arbëresh, ha pubblicato le sillogi poetiche Percezioni, La luce dei punti lontani, Oltre l’oblio della voce e Poezi Arbëreshe. Nel 2017 è uscito il suo libro Portella della ginestra. Sedici sopravvissuti raccontano la strage. In Kosovo e Albania nel 2018 è uscito Rrëmbyesi dhe Ara, un dramma e un monologo in lingua albanese. Dal 2012 porta in scena le sue opere teatrali in lingua arbëreshe. Per Besa ha pubblicato: Le leggi razziali e l’ottobre del 1943 (2020), il monologo/racconto Nostalgjia (2021), il romanzo La locanda di Tirana (2022) e nel 2024 Gli sbarchi albanesi in Italia nei primi anni Novanta. Per Medinova ha scritto il romanzo Miseria – Una storia arbëreshe. Ha lavorato presso la redazione di Rai Cultura ed è stato stagista al Teatro Massimo di Palermo. Attualmente è collaboratore del “Giornale di Sicilia”. Ulteriori info su www.mariocaliva.com.

