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	<title>Lapassade, Georges Archivi - BESA MUCI Editore</title>
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	<description>Scritture dal mondo</description>
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	<title>Lapassade, Georges Archivi - BESA MUCI Editore</title>
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		<title>DERDEBA Musica, transe e possessione fra gli Gnawa del Maghreb</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/derdeba-musica-transe-e-possessione-fra-gli-gnawa-del-maghreb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 03:47:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Conosciuta già dal XVIII secolo, la derdeba o lila è un rituale di possessione praticato da alcune comunità musulmane di origine nero-africana, gli Gnawa, nel Marocco e in altre nazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/derdeba-musica-transe-e-possessione-fra-gli-gnawa-del-maghreb/">DERDEBA Musica, transe e possessione fra gli Gnawa del Maghreb</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Conosciuta già dal XVIII secolo, la derdeba o lila è un rituale di possessione praticato da alcune<br />
comunità musulmane di origine nero-africana, gli Gnawa, nel Marocco e in altre nazioni del Maghreb.<br />
L’autore – uno fra i massimi conoscitori di questo misterioso e affascinante universo sincretico afro-<br />
mediterraneo – descrive analiticamente questo rituale in comparazione con i fenomeni paralleli di<br />
possessione diffusi in area africana (bori, zar, vaudoun).<br />
Questo breve trattato, pubblicato in Marocco alla fine degli anni ’90 e qui nella sua prima traduzione<br />
italiana, è una specie di “porta sul mistero” che consente anche un approccio agli altri fenomeni di<br />
transe rituale diffusi nel mondo, un vero e proprio testo di “iniziazione” alla danza degli Gnawa e alle<br />
divinità che popolano il loro pantheon sincretico.</p>
<p>GEORGES LAPASSADE (1924-2008), filosofo e sociologo, nei suoi percorsi di ricerca si è interessato di<br />
psicoanalisi e biologia (ha lavorato con Georges Canguilhem). Ha partecipato alla redazione della<br />
rivista “Argomenti” diretta da Edgar Morin e Kostas Axelos. È stato il padre fondatore in Francia<br />
dell’etnometodologia e il primo sociologo ad aver lavorato sul rap.<br />
Fra le sue opere, per Besa sono già usciti Gente dell’ombra (2015), La scoperta della dissociazione<br />
(2017) e L’autobiografo (2021).</p>
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		<title>L’autobiografo</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/lautobiografo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 01:50:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo suo lavoro, Georges Lapassade pone un nuovo problema in ciò che concerne la fenomenologia scritturale del raccontare e del raccontarsi, dal momento che un conto è la reificazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/lautobiografo-2/">L’autobiografo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo suo lavoro, Georges Lapassade pone un nuovo problema in ciò che concerne la<br />
fenomenologia scritturale del raccontare e del raccontarsi, dal momento che un conto è la<br />
reificazione di oggetti gnoseologici, altro è la rappresentazione di sé medesimi, messi a nudo<br />
davanti a occhi non si sa fino a che punto maliziosi o disincantati. È attraverso il presente che<br />
Lapassade ci racconta il passato, ma lo racconta a sé stesso, per capirci qualcosa di quel che è<br />
stato, di come è stato, di cosa gli è capitato. Per prendere coscienza di sé e degli altri. Una sorta<br />
di autoanalisi scrittoria che cerca di assemblare i frammenti mnemonici di tutta una vita, una<br />
sorta di recupero analitico che i suoi venticinque anni di analisi non gli hanno concesso.</p>
<p>Georges Lapassade (1924-2008), filosofo e sociologo, nei suoi percorsi di ricerca si è interessato di<br />
psicoanalisi e biologia (ha lavorato con Georges Canguilhem). Ha partecipato alla redazione della rivista<br />
“Argomenti” diretta da Edgar Morin e Kostas Axelos. È stato il padre fondatore in Francia<br />
dell’etnometodologia e il primo sociologo ad aver lavorato sul rap. Fra le sue opere, per Besa sono già<br />
usciti Derdeba (2009), Gente dell’ombra (2015) e La scoperta della dissociazione (2017).</p>
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		<title>La scoperta della dissociazione</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/la-scoperta-della-dissociazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[besamanager]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 16:14:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intendere la dissociazione alla stregua di un disturbo della personalità, sintomo di una qualche forma di malattia mentale, impedisce di analizzarla come dispositivo positivo, e cioè alla stregua di una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intendere la dissociazione alla stregua di un disturbo della personalità, sintomo di una qualche forma di malattia mentale, impedisce di analizzarla come dispositivo positivo, e cioè alla stregua di una vera e propria risorsa vitale. La ricerca etnografica e storica sugli stati di transe e sul misticismo, su fenomeni come la catalessi, il sonnambulismo, l’isteria, l’ipnosi, il medianismo fornisce ampia materia all’elaborazione del modello di un io molteplice, utile a descrivere esperienze molto difficili, se non estreme (carcere, tortura, isolamento) – in cui l’insorgere di stati dissociativi funziona come meccanismo di resistenza –, pratiche fortemente ritualizzate (la transe di possessione e sciamanica), momenti della vita quotidiana in cui ci si sottrae alla noia e alla ripetizione (le distrazioni). Lapassade indaga sulle forme della dissociazione, si sofferma sui casi clinici e sulle analisi proposte dagli autori (cominciando dai classici, da Mesmer a Charcot a Janet a Freud), ma propone uno spettro più ampio di riferimenti, optando per la proposta interpretativa di Hillgard e, prima ancora, di Tart: nella mente la compresenza di una pluralità di stati non ha necessariamente implicazioni di carattere patologico.</p>
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		<title>Gente dell’ombra. Transe e possessioni</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/gente-dellombra-transe-e-possessioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[besamanager]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 16:01:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Probabilmente, nel senso accademico del termine, io non sarò mai un etnologo; anche se, nel contempo, sono talvolta persuaso di essere l’etnologo dell’underground etnografico… Una ricerca e un viaggio fra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/gente-dellombra-transe-e-possessioni/">Gente dell’ombra. Transe e possessioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Probabilmente, nel senso accademico del termine, io non sarò mai un etnologo; anche se, nel contempo, sono talvolta persuaso di essere l’etnologo dell’underground etnografico…</i></p>
<p>Una ricerca e un viaggio fra i corpi e il sapere della transe della gente dell’ombra, ai margini dell’Occidente: i santuari tunisini, la macumba brasiliana, i suoni del tarantismo, le pratiche estatiche delle confraternite marocchine, il culto dei santi&#8230; Uno strumento prezioso per orientarsi fra i mille rituali della cultura mediterranea, solare ed oscura al tempo stesso, alla ricerca continua di una riconciliazione con i demoni che la possiedono e di una terapia.</p>
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		<title>L&#8217;autobiografo</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/lautobiografo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[besamanager]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2020 14:33:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Georges Lapassade, in questo suo ultimo lavoro, pone un nuovo problema in ciò che concerne la fenomenologia scritturale del raccontare e del raccontarsi, dal momento che un conto è la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/lautobiografo/">L&#8217;autobiografo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Georges Lapassade, in questo suo ultimo lavoro, pone un nuovo problema in ciò che concerne la fenomenologia scritturale del raccontare e del raccontarsi, dal momento che un conto è la reificazione di oggetti gnoseologici, altro è la rappresentazione di sé medesimi, messi a nudo davanti a occhi non si sa fino a che punto maliziosi o disincantati. È attraverso il presente che Lapassade ci racconta il passato, ma lo racconta a se stesso, per capirci qualcosa di quel che è stato, di come è stato, di cosa gli è capitato. Per prendere coscienza di sé e degli altri. Una sorta di autoanalisi scrittoria che cerca di assemblare i frammenti mnemonici di tutta una vita, una sorta di recupero analitico che i suoi venticinque anni di analisi non gli hanno concesso.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/lautobiografo/">L&#8217;autobiografo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
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		<title>La scoperta della dissociazione</title>
		<link>https://www.besamucieditore.it/libro/la-scoperta-della-dissociazione-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 10:55:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intendere la dissociazione alla stregua di un disturbo della personalità, sintomo di una qualche forma di malattia mentale, impedisce di analizzarla come meccanismo positivo, e cioè alla stregua di una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/la-scoperta-della-dissociazione-2/">La scoperta della dissociazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intendere la dissociazione alla stregua di un disturbo della personalità, sintomo di una qualche forma di malattia mentale, impedisce di analizzarla come meccanismo positivo, e cioè alla stregua di una vera e propria risorsa vitale. La ricerca etnografica e storica sugli stati di transe e sul misticismo, su fenomeni come la catalessi, il sonnambulismo, l’isteria, l’ipnosi, il medianismo fornisce ampia materia all’elaborazione del modello di un io molteplice, utile a descrivere esperienze molto complesse, se non estreme (carcere, tortura, isolamento), in cui l’insorgere di stati dissociativi funziona come meccanismo di resistenza. Lo stesso modello è utile anche per indagare pratiche fortemente ritualizzate (la transe di possessione e sciamanica) e momenti della vita quotidiana in cui ci si sottrae alla noia e alla ripetizione. Lapassade indaga sulle forme della dissociazione, si sofferma sui casi clinici e sulle analisi proposte dagli autori, cominciando dai classici, da Mesmer a Charcot, da Janet a Freud. Lo spettro di riferimenti che l’autore offre è però più ampio, optando per la proposta interpretativa di Hilgard e, prima ancora, di Tart: nella mente la compresenza di una pluralità di stati non ha necessariamente implicazioni di carattere patologico.<b><br />
</b>Il volume si arricchisce di un breve saggio sulla “dissociazione estatica” edito negli Annali del dipartimento di Scienze storiche, filosofiche e geografiche dell’Università del Salento: anche qui Lapassade conclude opponendo alla visione medicalizzante della dissociazione una sua interpretazione in termini di risorsa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it/libro/la-scoperta-della-dissociazione-2/">La scoperta della dissociazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.besamucieditore.it">BESA MUCI Editore</a>.</p>
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