Descrizione
Città come Beirut sono significativamente ai bordi di un’Europa che oggi non sembra voler riproporre altro rispetto alla propria (sbiadita) immagine. Frammentazione, nazionalismi e settarismi impediscono di concepire e comprendere la grande importanza di un nuovo Mediterraneo e di un nuovo circuito, culturale prima ancora che economico, che rimetta in comunicazione Europa, Nord Africa e Medio Oriente.
Beit Beirut è un edificio storico della capitale libanese sopravvissuto alla guerra civile. Pur mostrando le sue ferite, è diventato un simbolo di rinascita nazionale, l’allegoria di un futuro possibile, lontano dai settarismi e dai particolarismi, che può e deve mettere sempre al centro il senso di appartenenza, la cultura, la memoria storica e la bellezza.
Partendo dalle ferite inferte a territori e città come Beirut, Alessandro Pellegatta dà corpo a riflessioni sulla contemporaneità di un paese-simbolo, che attende di diventare motore di innovazione e di valorizzare le ricchezze del proprio territorio.
ALESSANDRO PELLEGATTA è nato nel 1961 a Milano, dove vive e lavora. Si dedica da anni alla letteratura di viaggio. Per Besa ha già pubblicato i seguenti libri: Agim. Alla scoperta dell’Albania (2012), Oman. Profumo del tempo antico (2014), La terra di Punt. Viaggio nell’Etiopia storica (2015), Karastan. Armenia, terra delle pietre (2016), Eritrea. Fine e rinascita di un sogno africano (2017), Vietnam del Nord. Minoranze etniche e doposviluppo (2018), Manfredo Camperio. Storia di un visionario in Africa (2019), Abrid. Diario algerino (2020), Beit Beirut. Uno sguardo sul Libano (2020) e Edvige Mrozowska. Storia di un’esploratrice (2025).

